Per decenni, l’immagine del runner perfetto prima di un allenamento o di una gara è stata sempre la stessa: piede sul marciapiede, gamba tesa, a cercare di toccarsi la punta delle scarpe. Ci hanno sempre detto che fare stretching previene gli infortuni e migliora le prestazioni.

Ma se ti dicessi che la scienza sportiva moderna ha ribaltato questa convinzione?

Oggi sappiamo che lo stretching statico (quello in cui mantieni una posizione di allungamento per 20-30 secondi) fatto nel momento sbagliato non solo non ti protegge dagli infortuni, ma può addirittura peggiorare i tuoi tempi e rallentare il recupero. Vediamo insieme perché dovresti smettere di farlo prima e (immediatamente) dopo la corsa, e cosa fare invece per preparare il tuo corpo.

Perché EVITARE lo stretching statico PRIMA di correre

Il corpo di un runner funziona in gran parte grazie all’energia elastica. I nostri muscoli e tendini, in particolare il tendine d’Achille e i polpacci, agiscono come delle vere e proprie molle: assorbono l’impatto con il terreno e restituiscono energia per spingerci in avanti.

Ecco cosa succede se fai stretching statico prima di partire:

  • Sleghi le tue “molle”: Allungare passivamente un muscolo a freddo riduce la sua rigidità naturale (stiffness). Una molla troppo allentata non restituisce forza. Il risultato? Perdi reattività, il tuo tempo di contatto al suolo aumenta e la tua corsa diventa meno economica.
  • Addormenti il sistema nervoso: Lo stretching statico ha un effetto rilassante sul sistema nervoso centrale. Prima di una corsa o di una gara, il tuo corpo ha bisogno di essere “acceso” e pronto a reclutare fibre muscolari rapidamente, non di rilassarsi.
  • Nessuna vera prevenzione: Numerosi studi hanno dimostrato che lo stretching statico pre-corsa non riduce statisticamente l’incidenza degli infortuni nei runner.

Cosa fare invece: Il Riscaldamento Dinamico

Prima di correre, l’obiettivo è aumentare la temperatura corporea, lubrificare le articolazioni e preparare i muscoli al gesto atletico specifico. Sostituisci lo stretching statico con movimenti dinamici:

  • Slanci delle gambe (avanti/indietro e laterali)
  • Affondi camminati
  • Skip alti e calciate
  • 5-10 minuti di corsa molto lenta prima di entrare nel vivo dell’allenamento.

Perché ATTENZIONE allo stretching statico DOPO la corsa

Questo è il punto che sorprende di più. Hai appena finito le tue ripetute o un lungo, i muscoli sono contratti e l’istinto ti dice di allungarli subito al massimo. Attenzione.

La corsa, specialmente se intensa, crea delle micro-lacerazioni nelle fibre muscolari (è il normale processo di allenamento che porta poi alla supercompensazione). Ecco i rischi dell’allungamento post-corsa:

  • Peggioramento dei micro-traumi: Tirare in modo aggressivo un muscolo che presenta già delle micro-lesioni da sforzo equivale a tirare una corda leggermente sfilacciata. Rischia di amplificare il danno muscolare, ritardando il recupero e aumentando i DOMS (i classici dolori dei giorni successivi).
  • Rischio di stiramenti: Quando sei molto stanco, i recettori del muscolo che ti avvisano di fermarti prima di farti male sono “annebbiati” dalla fatica. È molto più facile spingersi oltre il limite e procurarsi uno stiramento.

Cosa fare invece: Defaticamento e Tempismo

  • Immediatamente dopo: Il miglior modo per recuperare è il defaticamento attivo. Cammina o fai un po’ di jogging leggero per 5-10 minuti per favorire lo smaltimento del lattato e riportare gradualmente il battito a riposo.
  • Dopo qualche ora (o il giorno dopo): È questo il momento ideale per lo stretching statico, lo yoga o la mobilità. Lontano dallo stress dell’allenamento, lo stretching diventa un alleato formidabile per ripristinare il range di movimento (ROM) e mantenere i muscoli elastici e sani. Anche l’uso del foam roller è eccellente in questa fase per massaggiare le fasce muscolari.

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